La denuncia della Rete Associazioni San Teodoro: «Il 25 aprile viavai di navi e traghetti e concentrazioni record di inquinanti» – FOTO

Le più alte concentrazioni di biossido di azoto misurate dalla centralina di via Bari, con valori due volte e mezzo quelli stabiliti come soglia massima dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Chiesto l’intervento del Prefetto perché «convochi i “portatori di interesse” e le autorità competenti, orientandoli verso una rapida soluzione dei problemi e coordinandone gli interventi in tal senso, per realizzare un nuovo “modello Genova”: quello di una convivenza proficua e salutare tra il porto e la sua città»

«Il 25 aprile, dalle 9 alle 21 – spiegano alla Rete Associazioni di San Teodoro -, la centralina ARPAL, in funzione in via Bari, sulle alture di San Teodoro, ha registrato le più alte concentrazioni orarie di biossido di azoto misurate presso tutte le centraline in funzione in città. In particolare tra le 17:00 e le 18:00 si sono registrati 86 microgrammi per metro cubo (μg/m3): ben più dei 64 μg/m3 di via Buozzi e dei 33 μg/m3 di corso Gastaldi, misurati alla stessa ora. Inoltre, alla fine della giornata, le medie giornaliere di biossido di azoto, in μg/m3, sono state 44 in via Bari, 49 in via Buozzi, 31 in c.so Gastaldi, 41 in c.so Europa [tranne via Buozzi – dove all’inquinamento da traffico si somma anche quello portuale – via Bari è risultata la più inquinata delle strade genovesi]. Sono tutte misure superiori ai 25 μg/m3 che l’Organizzazione Mondiale della Sanità, già nel 2021, ha raccomandato come soglia massima a tutela della salute pubblica [elevate emissioni di biossido di azoto – NOx – e polveri sottili – PM2,5 – possono essere causa di patologie polmonari, cardiovascolari e neurodegenerative]. Ma se non è una novità l’inquinamento da traffico veicolare in via Buozzi e c.so Europa, da cosa è dipesa una situazione altamente critica come quella di via Bari? Può essere un indizio che il biossido di azoto in via Bari sia cominciato a crescere dopo l’arrivo, intorno alle 8:00, di due grandi navi da crociera, attraccate allo stesso molo? E che a partire dalle 09:00 il vento abbia iniziato a provenire dal quadrante Sud e a trasportare le emissioni portuali verso la collina? E, infine, che il biossido di azoto sia cominciato a calare dopo la partenza delle due navi da crociera, avvenuta verso le 17:30? Se più indizi si configurano come una prova, tutto fa pensare che la causa della pessima qualità dell’aria registrata in via Bari il 25 aprile possa essere stata l’arrivo contemporaneo di due grandi navi da crociera, attraccate allo stesso molo e costrette a tenere in funzione i potenti generatori alimentati a gasolio marino e a GNL, per tutte le dieci ore della loro sosta [in attesa che, finalmente, le banchine vengano elettrificate]. E se nella fattispecie abbiamo preso in esame l’impatto di due navi da crociera, occorre sempre considerare che ad esso si somma quello dei traghetti, i quali non di rado sono più vecchi e fanno più scali. Purtroppo per San Teodoro, respirare aria di pessima qualità, a causa delle attività portuali, non è una novità: nel 2024, per 21 giorni, in via Bari, si è respirato biossido di azoto a concentrazioni giornaliere superiori a 50 μg/m3, limite indicato dalla Direttiva UE 2024/2882, con intuibili conseguenze per la salute dei 40.000 genovesi esposti a tali fumi».
















Dal 2023 la Rete Associazioni San Teodoro è impegnata affinché la qualità dell’aria dei quartieri genovesi affacciati sul porto rispetti tali limiti. «A tale sfida – spiegano alla Rete – si potrà rispondere: continuando l’efficace attività di controllo della Capitaneria di Porto, coadiuvata dalle segnalazioni delle nostre “Sentinelle dei fumi”, per ridurre le emissioni scure di lunga durata da parte delle navi; sollecitando le compagnie di navigazione a dotarsi – con ristrutturazione e/o rinnovo della flotta – di traghetti e navi da crociera in linea con i più moderni standard ecologici; scaglionando arrivi e partenze di navi e traghetti, in modo da evitare alte concentrazioni di inquinanti e anche da decongestionare il traffico veicolare nel tratto tra Di Negro e lo snodo di San Benigno».
Per raggiungere questi e altri obiettivi a tutela della salute, la Rete associazioni San Teodoro ha chiesto «l’intervento del Prefetto affinché convochi i “portatori di interesse” e le autorità competenti, orientandoli verso una rapida soluzione dei problemi e coordinandone gli interventi in tal senso, per realizzare un nuovo “modello Genova”: quello di una convivenza proficua e salutare tra il Porto e la sua città».
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